domenica 29 giugno 2014

Jorian di Iraz di Lyon Sprague De Camp

Scheda:

Titolo: Jorian di Iraz
Titolo originale: The Clocks of Iraz
Autore: Lyon Sprague De Camp
Serie: Trilogia di Jorian Re di Iraz
Editore: Nord
Collana: Fantacollana n. 6  
Traduzione: Gabriele Tamburini
Genere: fantasy
Data di Pubblicazione: 1974
Pagine: 190
Non disponibile





Trama – L.S. de Camp, che nell'Anello del Tritone ci presentava la sua personale interpretazione dei miti di Atlantide, in Jorian di Iraz ritorna a un altro tema fondamentale della fantascienza eroica: la « terra di mezzo », il paese a metà tra il nostro mondo e il sovrannaturale. La « terra di mezzo » di de Camp è il mondo di Novaria, da lui già descritto nella Torre di Goblin (ARCANO N. 1), ed egli se ne serve per raccontare delle gustose avventure e per fare velatamente dell'ironia sulle nostre abitudini. È un mondo dove incontriamo gli usi e costumi più straordinari, abitato da personaggi pittoreschi che in tutta serietà — e trovando sempre una ragionevole giustificazione — riescono a comportarsi ogni volta esattamente all'opposto di ciò che predicano. Tra idealisti capaci soltanto di combinare guai, generali che fuggono come lepri all'arrivo del nemico, incantatori che al momento buono dimenticano qualche parte importante di una fattura, il protagonista Jorian — avventuriero per necessità e cantastorie per vocazione — pare davvero l'unico che abbia un po' la testa sul collo... e ha certamente l'intenzione di conservarla tale! (Tratta dal libro)


Commento – Jorian di Iraz è il secondo romanzo fantasy della Trilogia di Jorian re di Iraz, scritto da Lyon Sprague De Camp.
L’Autore ambienta la storia nel mondo immaginario della Novaria, una nazione che è situata in un piano astrale immediatamente sotto al nostro in cui vigono differenti sistemi giuridici: teocrazia, monarchia,  repubblica, anarchia e dove gli abitanti credono nella magia, negli dei e nella reincarnazione.
Il libro narra la vicenda di Jorian di Ardamai, il quale dopo essere diventato re di Xylar, decide di fuggire dal proprio regno, poiché su di lui incombe una sentenza di condanna a morte. A Xylar vige un sistema molto efficace per evitare che il monarca diventi un despota: trascorsi cinque anni dal momento in cui ha ottenuto tale carica, lo si decapita in una pubblica piazza e si getta la sua testa alla folla che assiste. Colui che raccoglie questo macabro trofeo, succede al trono.
Jorian, che suo malgrado non è a conoscenza di questa balzana e truculenta legge, si trova nella piazza di Xylar nel momento in cui avviene l’esecuzione capitale e intercetta la testa coronata, diventando il nuovo re di Xylar. Essendo venuto a conoscenza della sorte che lo attende, decide di fuggire e dopo varie peripezie giunge nella Repubblica di Ir. Qui, Jorian chiederà aiuto a Karadur per recuperare la propria moglie, che nel frattempo è stata fatta prigioniera, e in cambio riparerà l’orologio del faro di Iraz.
Questo libro è il classico sword and sorcery in stile decampiano. Un fantasy atipico per i canoni odierni. Non abbiamo elfi, orchi o altre razze aberranti e non esiste una netta contrapposizione tra bene e male. Sono presenti elementi che richiamano i miti greci, i protagonisti sono lontani anni luce dall’essere degli eroi, la magia soggiace a determinate regole scientifiche ed è presente una buona dose di umorismo. 
Inoltre dalla narrazione trapela la forte avversione di De Camp nei confronti della burocrazia, della religione e della superstizione, che vengono ripetutamente fatte oggetto di scherno.
Anche questo romanzo, come altri della Fantacollana, è divertente e risulta imprescindibile per ogni amante dello sword and sorcery.