martedì 8 luglio 2014

Il sangue degli elfi di Andrzej Sapkowski

Scheda:

Titolo: Il sangue degli elfi
Titolo originale: Krew elfów
Autore: Andrzej Sapkowski
Serie: The Witcher (primo romanzo)
Editore: Nord
Genere: fantasy
Data di Pubblicazione: 2012
Pagine: 393
Traduttore: Raffaella Belletti
Prezzo: € 15,30


Trama – Il regno di Cintra è caduto. Dopo quattro giorni d'assedio, le truppe di Nilfgaard irrompono nel castello e massacrano l'intera famiglia reale. La principessa Ciri è l'unica che riesce a fuggire ma, all'improvviso, un cavaliere nemico le si para davanti e avanza minaccioso, brandendo un pugnale insanguinato... Ciri non ricorda cosa sia successo. Sa solo che ora è sana e salva, protetta dalla spada di Geralt di Rivia e dalle possenti mura di Kaer Morhen, la fortezza in cui si addestrano i giovani strighi, gli assassini di mostri. Anche Ciri vorrebbe diventare una di loro, così, se tornasse il cavaliere di Nilfgaard, lei non avrebbe più paura, anzi sarebbe pronta a combattere. Una sera, però, al termine di un'estenuante giornata di allenamento, la ragazza dimostra di possedere straordinarie capacità psichiche, così dirompenti da non lasciare adito a dubbi: è lei la Fiamma di Cintra di cui parlano le profezie, la forza che salverà i popoli del mondo dalla rovina. Il suo destino è quindi segnato: deve partire subito per EllandAer, dove una maga le insegnerà a controllare quell'immenso potere. Tuttavia, durante il viaggio, Ciri e Geralt dovranno stare molto attenti. Perché un sicario è già sulle loro tracce, disposto a tutto pur di eliminare la Fiamma di Cintra e scatenare il caos... (Tratta da www.ibs.it)




Commento – Il sangue degli elfi è il primo dei cinque romanzi dell’autore polacco Andrzej Sapkowski, dedicato alla saga fantasy di The Witcher (preceduto da due antologie di racconti: Il guardiano degli innocenti e la spada del destino).
L’Autore ci proietta in un mondo immaginario, molto simile al nostro medioevo, nel quale il protagonista, Geralt di Rivia, è uno strigo, ovvero un cacciatore di mostri, dotato di poteri soprannaturali. Gli strighi sono uomini che hanno temprato alla battaglia il proprio corpo con un duro periodo di addestramento marziale. Tutto ciò permette loro di avere un’abilità nel combattimento senza eguali e di essere assoldati per sterminare le creature infernali.
Fin qui, nulla da eccepire a Sapkowski. Ma a ben vedere il primo problema sta nel fatto che Geralt è la copia esatta di Elric di Melniboné di Michael Moorcock, cosa che ha fatto adirare non poco l’autore inglese.
Esaminiamo quindi brevemente il primo dei due personaggi nel dettaglio.
Geralt, come tutti gli altri strighi, per ottenere poteri magici e capacità di combattimento sovrumane, si è sottoposto ad un procedimento di mutazione genetica mediante l’assunzione di particolari droghe. Ciò lo ha reso albino e gli ha causato la sterilità. Inoltre Geralt, soprannominato Lupo Bianco, non ama il combattimento fine a se stesso e cerca sempre la via del dialogo con i propri interlocutori.
Le analogie con Elric sono evidenti e difficilmente contestabili. Tuttavia se ne Il guardiano degli innocenti avevo tralasciato queste somiglianze con il mitico antieroe moorcockiano (in quanto i racconti erano divertenti e sagaci), la stessa cosa non può essere fatta per Il sangue degli elfi.
Sapkowski relega il protagonista Geralt ad un ruolo secondario e defilato nell’intera vicenda, soffermandosi a trattare il profilo psicologico di Ciri, evidenziando le non poche difficoltà che quest’ultima incontra nel proprio periodo di addestramento e la diffidenza che prova verso il prossimo. Già tale circostanza mi ha disturbato non poco, posto che avevo comprato questo libro per leggere le avventure dello strigo e non quelle di una ragazzina con i classici problemi esistenziali tipici dell’adolescenza.
Ma vi è di più. Nessuno spazio viene dato alle creature mostruose che abbiamo potuto ammirare ne Il guardiano degli elfi. Nel precedente volume infatti esse venivano rappresentate con dovizia di particolari e con un profilo psicologico ben definito e apprezzabile dal lettore, cosa che qui non si è vista. Sapkowski mi era piaciuto anche per la capacità magistrale di fondere i miti norreni e greci con quelli slavi.
L’elemento magico ne Il sangue degli elfi è molto limitato e i combattimenti sono quasi inesistenti. Inoltre il finale, che in  realtà non c’e’ perché la storia non si conclude, lascia l’amaro in bocca.
Pertanto il mio giudizio in ordine a questo libro non può che essere negativo, posto che Sapkowski aveva dimostrato di possedere buone capacità di narrare lo sword and sorcery nelle precedenti antologie di racconti del ciclo di The Witcher, che non sono state confermate in questo romanzo.

Ps: Se vi interessa leggere una recensione ben scritta con un parere positivo riguardo a Il sangue degli elfi, potete accomodarvi qui, su Quotidiano di Ventura, blog dell’amico Andrea Caporale.

Tutti i libri della saga di The Witcher

Antologie:

1. The Witcher 1990, inedito in Italia, 5 racconti
2. La spada del destino 1992, 7 racconti
3. Il guardiano degli innocenti 1993, 6 racconti
4. Coś się kończy, coś się zaczyna, 2000 inedito in italia, 8 racconti

Romanzi:

1. Il sangue degli Elfi 1994
2. Il tempo della guerra 1995
3. Il battesimo del fuoco 1996
4. The Tower of the Swallow 1997  non ancora pubblicato in Italia
5. Lady of the Lake 1999 - non ancora pubblicato in Italia




Autore: Andrzej Sapkowski (Łódź, 21 giugno 1948) è uno scrittore polacco. Dopo essersi laureato in economia ed aver lavorato come rappresentante alla vendita di una società straniera, ha raggiunto il successo internazionale con i romanzi dedicati alla saga fantasy di The Witcher. In Italia, in relazione alla serie  predetta, sono stati pubblicati Il guardiano degli innocenti (Nord, 2010), La spada del destino (Nord, 2011) e Il sangue degli elfi (Nord, 2012), libro con il quale ottenuto il prestigioso premio David Gemmell Legend Award.