martedì 9 settembre 2014

La Torre dell’Elefante di Robert. E. Howard - La saga di Conan il Cimmero




Scheda:

Titolo: La Torre dell’Elefante
Titolo originale: The Tower of the Elephant
Autore: Robert E. Howard
Editore: Weird Tales
Genere: sword and sorcery
Data di pubblicazione: 1933
Data di pubblicazione italiana: 1976
Editore: Nord, Fantacollana 13 





La Torre dell’Elefante è cronologicamente il terzo racconto del Ciclo di Conan, scritto da Robert E. Howard, preceduto da La Cittadella Scarlatta (1933) e da La Fenice sulla Lama (1932). Tuttavia, nella storia del Cimmero, si colloca al primo posto e in Italia è stata pubblicata all'interno del volume Conan! dalla casa editrice Nord.
Qui trovate la cronologia completa del Ciclo di Conan e alcune informazioni sull'Autore...


DA QUESTO MOMENTO INIZIANO GLI SPOILER SIETE AVVISATI



La storia:

Un giovane Conan, dopo aver attraversato le montagne selvagge che separano le nazioni hyboriane orientali dalle steppe turaniane, giunge ad Arenjun(1), la Città dei Ladri zamoriani. Recatosi in una taverna del Maul, il peggiore quartiere della città, ascoltando una discussione tra ribaldi, viene a conoscenza dell’esistenza di una misteriosa gemma, il Cuore dell’Elefante. Esso è custodito nella Torre omonima dal perfido stregone Yara, che lo difende con soldati e creature terrificanti.
Conan, dopo aver chiesto alcune informazioni ad uno di questi briganti, viene provocato e, nel corso del combattimento, lo uccide.
A seguito lo scontro armato, il Cimmero, intenzionato a rubare la gemma, si reca presso la Torre dell’Elefante, luogo in cui conosce Taurus di Nemedia, detto “Il Principe dei Ladri”. Con questi, Conan stringe un patto per conquistare il prezioso. Taurus uccide alcuni leoni nel giardino alla base della Torre, facendo uso del polline del Loto Nero, un potente veleno proveniente dal Khitai; ma una volta entrato nella Torre, cade vittima di un ragno gigante, che gli riserva la stessa sorte toccata poc’anzi ai leoni.
Conan vede il compagno deceduto e decide comunque di proseguire per la sua strada, affrontando il mostro che difende quella stanza. Il combattimento con quell’essere rischia di condurlo nelle braccia della morte, poiché l’insetto è in grado di bloccare le sue vittime tramite i suoi filamenti vischiosi. Ma il Cimmero fa appello a tutta la sua audacia e riesce ad avere la meglio sul ragno, lanciandogli contro una cassa di gioielli e fracassandogli il corpo.
A questo punto Conan entra all’interno di un’ulteriore stanza all’interno della quale è tenuto prigioniero Yag-Kosha, una creatura dal corpo umano, ma dalla testa di elefante di dimensioni enormi. Questi gli racconta di provenire dal pianeta Yag e di essere giunto sulla Terra con altri della sua specie, attraversando lo spazio "con ali potenti". Una volta qui, Yag-Kosha ha potuto vedere il succedersi delle popolazioni umane nelle ere passate e i cataclismi che hanno afflitto la Terra, senza interferire nella legge cosmica.
Poi Yag-Kosha gli racconta di come Yara, una volta suo allievo, è riuscito a renderlo schiavo, intimandogli di costruire la Torre dell’Elefante in una sola notte e sottoponendolo a torture atroci. Pertanto l’Alieno chiede a Conan di compiere per lui un rituale: dovrà ucciderlo, strappargli il cuore, bagnare la gemma magica nel suo sangue e recarsi presso Yara (che riposa nella stanza accanto sotto l’effetto di pozioni magiche), dicendo: “Yag-Kosha ti manda un ultimo dono e un ultimo incantesimo”.
Conan accetta di compiere la missione, trafigge con la sua spada l’Alieno e una volta giunto nella sala dove dorme Yara, pronuncia le parole secondo quanto indicatogli da Yag-Kosha. Immediatamente Yara comincia a rimpicciolire, fino a quando non viene proiettato all’interno del Cuore dell’Elefante, dove Conan scorge Yag-Kosha, dotato di ali, avventarsi sullo stregone e compiere la sua vendetta.



Brevi considerazioni:

Questo è uno dei migliori racconti scritti da Robert E. Howard, dedicati a Conan, poiché all’interno di esso è possibile desumere una molteplicità di elementi che lo rendono unico nel panorama dello sword and sorcery mondiale. Abbiamo l’avventura, il soprannaturale, la magia, la tragedia, ma anche l’orrore cosmico. Secondo Patrice Louinet, uno dei più grandi studiosi viventi delle opere howardiane, La Torre dell’Elefante costituisce un tentativo di introdurre gli elementi lovecraftiani, in particolare i Miti dei Cthulhu, all’interno di un’opera di sword and sorcery(2). E dobbiamo concludere che Howard ci è riuscito egregiamente!

Voto 5/5

Note:

1)     In realtà nel racconto originale Howard si limita a chiamarla la Città dei Ladri. Successivamente  L. Sprague de Camp l’ha chiamata Arenjun.
2)     Patrice Louinet. Hyborian Genesis: Part 1, pages 441 and 442, The Coming of Conan the Cimmerian; 2003, Del Rey.





Spunti:

a)     Personaggi:

Conan.
Taurus: Il Principe dei Ladri nemediano, corpuluento ma allo stesso agile come un pantera.
Yag-Kosha: creatura dagli immensi poteri magici con il corpo umano e la enorme testa da elefante, proveniente dal pianeta Yag, schiavo di Yara.
Yara: padrone della Torre dell’Elefante e dell’omonima gemma, ha imprigionato con l’inganno Yag-Kosha e si è impossessato grazie a lui di immensi poteri.

b)     Creature

Leoni: posti a guardia del giardino.
Ragno gigante: a presidio della stanza antistante a quella in cui è detenuto Yag-Kosha.

c)     Luoghi

Arenjun: la Città dei Ladri.
Zamora: primo stato in cui giunge Conan, nonostante vanti un notevole patrimonio culturale, è conosciuta per essere un covo di ribaldi. Gli Zamoriani sono una razza distinta dagli Hyboriani, hanno la pelle più scura e hanno la reputazione di ladri. (Simile alla Castiglia e León).
Khitai: situato ad Oriente, è un antico impero conosciuto per i suoi maghi e il suo poderoso esercito. Le città più importanti sono Paikang e Shu-Chen. (I suoi abitanti hanno la pelle gialla e possono essere assimilati agli asiatici)

d)     Divinità

Crom: dio dei Cimieri. (Cimmeria)
Bel: dio dei ladri. (Zamora)