mercoledì 1 ottobre 2014

Elric il Negromante


Scheda:
Titolo: Elric il Negromante
Autore: Michael Moorcock
Editore: Nord
Collana: Fantacollana n. 30
Copertina: Michael Whelan
Genere: sword and sorcery / fantasy
Pagine: 442
Data di pubblicazione: 1979
Non disponibile






Trama:
Elric, oppresso e trascinato da un destino superiore, continua le sue peregrinazioni in un mondo popolato di spettri ed incubi, alla ricerca della sua vera identità e di uno scopo per la sua vita. Imrryr, la bella, la città sognante; Yyrkoon, l’odiato usurpatore del suo trono; Cymoril, l’amata cugina… tutti sono caduti sotto la furia ed il potere alieni di Elric e della sua insaziabile spada fatata Tempestosa, terribile portatrice di morte e sventura. Ma è scritto che Elric non debba avere pace e riposo, e così, eccolo a lottare assieme al fido Maldiluna, il piccolo orientale dalla fulva criniera contro incantatori maligni, mostruose creature del caos, orde barbariche dalla pelle dorata, finché non arriverà il tempo del grande crepuscolo degli dei, quando i fragili equilibri tra le forze della legge e quelle del caos verranno infranti ed il destino dell’uomo e degli stessi dei verrà forgiato dal fato...



Commento:
Elric il Negromante è un’antologia di Michael Moorcock, contenente tre differenti romanzi (La torre che svaniva, La maledizione della spada nera, Tempestosa), che concludono delle vicende del Lupo Bianco.
L’Albino, dopo aver distrutto l’Impero Fulgido di Melnibonè e ucciso Cymoril, riesce a trovare nuovamente la serenità, grazie all’amore di Zarozinia, che diventa la sua consorte. Decide pertanto di vivere in pace e disfarsi di Tempestosa, spada senziente del Caos, che lo ha condotto ad eseguire empie azioni. Tuttavia Jagreen Lem, un perfido stregone, rapisce Zarozinia ed evoca i signori del Caos, stringendo un patto di alleanza con loro, allo scopo di distruggere l’umanità e sconfiggere la Legge.
A questo punto Elric è costretto ad intervenire e scopre di essere una pedina nelle mani del fato, destinato a combattere la battaglia finale tra le due fazioni.
Alcune considerazioni.
Michael Moorcock è geniale nell’elaborazione di un personaggio che sovverte tutti gli stereotipi classici fantasy (e dello sword and sorcery), ideando un antieroe unico nel suo genere e fortemente imitato biecamente da molti autori.
Elric, legittimo sovrano dell’Impero Fulgido di Melnibonè, stregone del Caos,
fratricida e traditore del suo popolo, si palesa come un personaggio introspettivo, decadente, ma straordinariamente affascinante. Il Lupo Bianco è condannato suo malgrado ad essere un burattino nelle mani dei signori superni: il Campione Eterno. Non si presenta con le classiche fattezze di uomo nerboruto, ma è affetto da albinismo ed è debole, e per vivere necessità di ingerire speciali droghe; ovvero di uccidere con la propria spada magica, Tempestosa, uomini o mostri, da cui trae energia vitale. Pur essendo il legittimo imperatore di Melnibonè, rifiuta il potere e pone come reggente suo cugino Yyrkoon, decidendo di viaggiare per i Regni Giovani e conoscere il mondo. Inoltre Elric non ama la battaglia e ad esse preferisce lo studio.

Quanti protagonisti di romanzi fantasy odierni presentano una tale originalità? Forse nessuno.
Ma andiamo avanti.
Il world building è solido ed accattivante. Moorcock ci descrive non solo un mondo nel quale umani e mostri si affrontano, ma ad esso affianca altri piani dell’esistenza e un multiverso in cui vivono altri esseri dotati di poteri in grado di modificare il destino stesso.
Ovviamente il soprannaturale è la magia sono fondamentali. Vi sono le divinità, ovvero i signori dei mondi superni, della Legge, del Caos e Neutrali. Costoro prendono parte alla guerra sia indirettamente (concedendo poteri soprannaturali ai loro accoliti), sia manifestandosi sotto fattezze umane, combattendo aspre battaglie. Questi dei possono perire per mano di mortali, grazie ad armi magiche (come Tempestosa). Nondimeno la morte per i signori superni non costituisce la fine della loro esistenza, ma solo l'impossibilità di accedere nuovamente al mondo degli umani, atteso che possono continuare ad esistere in altri piani dell’esistenza. Tra le principali divinità vi sono Donblas il Giustiziere per le forze della Legge, mentre Chardros, Il Mietitore per il Caos e ovviamente Arioch, il Signore delle Sette Tenebre, Signore dell'Alto Inferno, Il Cavaliere di Spade, patrono di Elric.
La capacità visionaria di descrivere luoghi, personaggi e battaglie di Moorcock ha pochi uguali nel fantasy.
Possiamo assistere alla devastazione dei territori umani, che a mano a mano vengono ridotti a putrida materia deforme dalle forze del Caos. Ma anche vedere mostri e chimere usciti dai nostri peggiori incubi che combattono battaglie truculente.
I personaggi sono delineati con grande dovizia di particolari.  Il fido compagno
Maldiluna, che affianca Elric in tutte le sue avventure, aiutandolo in ogni battaglia, anche la più disperata. Dyvim Slorm, cugino di Elric, figlio di Dyvim Tar e signore dei draghi. Zarozinia, la dolce consorte da lui amata  che riesce per un certo periodo a procuragli la serenità tanto agognata. E come non citare Jagreen Lem, lo stregone che decide di schierarsi dalla parte del Caos.
Questo libro è una brillante commistione di azione, fantasy, tragedia e orrore, che lo rendono un capolavoro dello sword and sorcery e comunque del fantasy. Per tutti gli amanti del genere è un’opera imprescindibile, mentre per coloro che intendono cimentarsi nella scrittura, costituisce un inesauribile fonte di ispirazione e merita di essere studiato con attenzione.
Concludo, citando ciò che ha detto Davide Mana (un titano della letteratura fantastica) in relazione ad Elric:

“Parlare di fantasy è impossibile, se non si è letto Elric.
Se non si è letto Moorcock.”
(1)

Note:

1)           DAVIDE MANA, Elric di Melnibonè, in Strategie Evolutive, http://strategieevolutive.wordpress.com/2013/06/19/elric-di-melnibione/


Autore: Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è un prolifico scrittore britannico sia di fantascienza che di fantasy; ha inoltre pubblicato un certo numero di romanzi letterari. Divenne redattore per Tarzan Adventures nel 1956, a soli sedici anni, collaborando successivamente con Sexton Blake Library. Come curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996, Moorcock incoraggiò lo sviluppo della New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'Eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council. In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", uno "pseudonimo di casa" usato da altri critici su New Worlds. In seguito apparve un falso necrologio di Colvin su New Worlds. In seguito Breakfast in the Ruins, un romanzo letterario, incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Alcuni lettori vi credettero. Moorcock, infatti, usa molto le iniziali 'JC', e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto della sua novella del 1967 Behold the Man. Quest'opera, pubblicata per la prima volta su New Worlds come una novella, racconta la storia di Karl Glogauer, un Ebreo insicuro e dall'incerta sessualità che, ossessionato dalla figura di Gesù Cristo, diventa viaggiatore del tempo per cercare di incontrarlo, ma scopre, con suo orrore, che "Gesù di Nazareth" non è altri che un ritardato storpio, figlio di una donna di facili costumi che racconta di averlo concepito con un angelo: a quel punto Glogauer, per "riparare" a quello che gli sembra un insopportabile 'torto cosmico', inizia a viaggiare per la Palestina predicando il messaggio cristiano come lo ricorda dalle sue numerose letture dei Vangeli e, infine, arriva a "inverare" la leggenda biblica della crocefissione attraverso un paradosso di predestinazione. Questo lavoro vinse il Premio Nebula per la migliore novella del 1967. (Tratto da http://truefantasybooks.blogspot.it/)