domenica 30 novembre 2014

Il mastino della guerra di Michael Moorcock

Scheda:
Titolo: Il mastino della guerra
Titolo originale: The War Hound and the World's Pain
Serie: Trilogia di von Bek, primo volume
Autore: Michael Moorcock
Editore: Nord
Collana: Fantacollana N. 52
Genere: sword and sorcery / fantasy
Copertina: Rowena Morrill
Traduttore: Annarita Guarnieri
Data di pubblicazione: 1984
Pagine: 204
Non disponibile

Trama: Anno 1631. L’Europa è insanguinata da una guerra lunga e feroce, gli eserciti protestanti e cattolici vagano per il territorio saccheggiando, uccidendo e violentando tutto quello che incontrano, i roghi di eretici e streghe bruciano incessantemente e la “crudeltà vigente è arrivata al punto da richiedere non soltanto la crocifissione dei bambini dei contadini, ma anche quella dei loro animali domestici”. Il valoroso, colto e ateo capitano di ventura Ulrich von Bek, rampollo di una ricca famiglia di provincia, ha abbandonato il contingente di fanteria che ha comandato durante il terribile assedio di Magdeburg per paura di contrarre la peste, e sta vagando da giorni nei boschi da solo quando si imbatte in una strana radura nella quale regna il silenzio più assoluto, come se persino uccelli e insetti volessero evitarla...

Al centro, sorge un bellissimo castello che a quanto pare la guerra e la distruzione hanno miracolosamente risparmiato: le cantine sono fornite e non mancano le provviste, così Ulrich vi si rifugia per un po’, finché al castello non arriva una bizzarra processione di cavalieri-zombie che scorta una dama bellissima e disinibita, Lady Sabrina, a quanto pare salvata in passato da un’accusa di stregoneria dall’ignoto signore del castello, e da allora sua fedelissima. Ulrich e Sabrina divengono amanti, e giorno dopo giorno il cavaliere viene a sapere la verità: il castello appartiene a Lucifero, e solo coloro la cui anima appartiene all’Oscuro signore possono entrare in quella radura e in quel castello. Questo spiega il silenzio e la pace, ma significa anche che l’anima di von Bek è già destinata all’Inferno. Costernato, Ulrich viene ricevuto da Lucifero in persona, che gli affida una incredibile missione: aiutare l’Angelo caduto a fare pace con Dio trovando il Graal e quindi la cura per tutta la sofferenza del mondo. In cambio, von Bek chiede di poter riscattare la sua anima e quella di Sabrina… (Tratto da Mangialibri)

Commento: 
Il mastino della guerra è un romanzo di sword and sorcery, appartenente alla Trilogia di von Bek (gli altri sono rimasti inediti in Italia), scritto da Michael Moorcock e pubblicato nel nostro Paese dalla Nord nel 1984.
A differenza di quanto avviene nella saga di Elric di Melniboné, l’Autore inglese questa volta sceglie l’ambientazione storica, conducendoci nel bel mezzo della Guerra dei trent’anni (1618-1648), conflitto dapprima religioso (tra cattolici e protestanti) e poi politico (tra la Francia e gli Asborgo), che ha dilaniato l’intera Europa.
L’Autore effettua una perfetta commistione di storia e fantasia, descrivendo, oltre ai territori del Vecchio Continente (Germania, Italia, Irlanda, ecc…), l’Inferno, luogo nel quale tutti gli esseri sono condannati alla dannazione eterna ed hanno perduto per sempre la propria libertà di agire.
Ma non solo.
Michael Moorcock dipinge anche, con dovizia di particolari, il Mittelmarch, una terra di mezzo al di là della realtà tangibile in cui le creature fantastiche e il soprannaturale la fanno da padrone; senza tuttavia cadere nei clichè tipici del genere.
Come di consueto, i personaggi tratteggiati dall’Autore inglese non possono essere definiti buono o cattivi a priori, né incasellati in categorie predeterminate, dato che ognuno di essi presenta profili psicologici complessi.
Tra tutti spicca il protagonista della vicenda: Ulrich von Bek, un capitano di ventura tedesco che risulta apprezzabile sotto differenti punti di vista. Anzitutto, è spietato e cinico: non si esime dal compiere brutalità nei confronti della popolazione e, essendo un mercenario, offre la propria spada a chiunque gli possa offrire un lauto compenso. A dispetto di ciò, Ulrich è colto; infatti ha ricevuto un’invidiabile educazione dato che appartiene ad una nobile famiglia tedesca. Il Capitano è  anche un avventuriero, in quanto decide di abbandonare i propri vasti possedimenti terrieri per dedicare la propria vita alla guerra. Inoltre è ateo, cosa che peraltro oggi potrà sembrare di poca importanza ma che all’epoca avrebbe destato scalpore e anche condanne penali.
Ma queste certezze di Ulrich vacillano nel momento in cui gli si para davanti Lucifero, il quale gli chiede di servirlo per trovare il Graal, ovvero la cura per tutta la sofferenza del mondo, che permetterebbe a tutti gli uomini dannati, ai demoni e allo stesso diavolo di redimersi e ottenere la salvezza divina. Tale offerta diventa un vero e proprio obbligo dal momento che il Capitano viene a conoscenza del fatto che la sua anima è dannata e pertanto già destinata all’Inferno.
Lucifero ci viene presentato come un essere bellissimo e terribile, la cui malia ha un effetto magnetico su Ulrich che non riesce ad opporgli alcuna resistenza e che ne è allo stesso tempo attratto. Ma il Diavolo presenta anche aspetti prettamente umani, perché Moorcock riesce ad evidenziare la mestizia di questa creatura infernale, condannata alla dannazione eterna ed intenta a trovare una soluzione che possa redimerla.
Non voglio dirvi altro perché non intendo fare spoiler, tuttavia vi posso garantire che Il mastino della guerra è un libro straordinario, un vero capolavoro del fantasy con il quale Michael Moorcock ha rivitalizzato questo genere letterario.

Voto 5/5

La Trilogia di von Bek:


  1. Il mastino della Guerra, 1984 (The War Hound and the World's Pain,        1981);
  2. The Brothel in Rosenstrasse, 1982 (inedito in Italia);
  3. The City in the Autumn Stars,1986 (inedito in Italia).
Autore: Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è un prolifico scrittore britannico sia di fantascienza che di fantasy; ha inoltre pubblicato un certo numero di romanzi letterari. Divenne redattore per Tarzan Adventures nel 1956, a soli sedici anni, collaborando successivamente con Sexton Blake Library. Come curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996, Moorcock incoraggiò lo sviluppo della New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'Eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council. In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", uno "pseudonimo di casa" usato da altri critici su New Worlds. In seguito apparve un falso necrologio di Colvin su New Worlds. In seguito Breakfast in the Ruins, un romanzo letterario, incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Alcuni lettori vi credettero. Moorcock, infatti, usa molto le iniziali 'JC', e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto della sua novella del 1967 Behold the Man. Quest'opera, pubblicata per la prima volta su New Worlds come una novella, racconta la storia di Karl Glogauer, un Ebreo insicuro e dall'incerta sessualità che, ossessionato dalla figura di Gesù Cristo, diventa viaggiatore del tempo per cercare di incontrarlo, ma scopre, con suo orrore, che "Gesù di Nazareth" non è altri che un ritardato storpio, figlio di una donna di facili costumi che racconta di averlo concepito con un angelo: a quel punto Glogauer, per "riparare" a quello che gli sembra un insopportabile 'torto cosmico', inizia a viaggiare per la Palestina predicando il messaggio cristiano come lo ricorda dalle sue numerose letture dei Vangeli e, infine, arriva a "inverare" la leggenda biblica della crocefissione attraverso un paradosso di predestinazione. Questo lavoro vinse il Premio Nebula per la migliore novella del 1967. (Tratto da http://truefantasybooks.blogspot.it/)