domenica 18 gennaio 2015

Il gioiello della morte di Michael Moorcock – La saga della Runa Magica (Hawkmoon) vol. 1

Scheda:
Titolo: Il gioiello della morte
Titolo originale: The Jewel in the Skull
Serie: La saga della Runa Magica (Hawkmoon) vol. 1
Autore: Michael Moorcock
Editore:  TEA
Collana: TEADue 99
Copertina: Cesare Reggiani
Genere: fantasy/sword and sorcery/science fantasy
Traduttore: Mariagrazia Bianchi
Data di pubblicazione: 1967
Data di pubblicazione italiana: 1992 (nel 1978 da Longanesi)
Pagine: 190
Non disponibile

Trama: Alla fine del Millennio Tragico che ha sconvolto il mondo, poche isole di libertà sfuggono al malvagio potere dell'Impero Nero, e il loro destino pare irremidiabilmente segnato. Solo la Runa Magica, eterna forza benigna che veglia sul futuro dell'umanità, può ancora contrastare il perverso disegno di dominazione del re-imperatore Huon, ed essa ha già scelto il suo paladino. Perduto il padre, la sua terra e il suo passato di erede al trono di Koln, Dorian Hawkmoon giace nelle prigioni dell'Impero Nero, ancora inconsapevole del destino che lo attende, mentre i suoi nemici lo tengono in pugno attraverso il sortilegio della Gemma Nera, un terribile gioiello incastonato nella fronte del guerriero… Ma l'ora del riscatto s'avvicina...
Commento:
Il gioiello della morte è il primo volume della saga della Runa Magica di Michael Moorcock, pubblicato sul mercato anglosassone nel 1967 dalla Lancer Books con il titolo “The Jewel in the Skull”; mentre è giunto in Italia solamente nel 1978, grazie alla casa editrice Longanesi.
Questo romanzo può essere catalogato fantasy/sword and sorcery/science fantasy/clockpunk, anche se presenta peculiari elementi che rendono difficile imbrigliarlo in un singolo genere letterario. Taluni non esiterebbero a definirlo grimdark fantasy, etichetta assai cara ai critici moderni.
Ma veniamo al contenuto del libro.
Ci troviamo sulla Terra in futuro remoto e post-nucleare in cui regna il caos e gli stati nazionali che oggi conosciamo si sono dissolti. In luogo di essi vi sono una miriade di piccoli domini retti da signorotti locali, con un sistema politico feudale. La scienza è tornata al livello medievale e l’Impero Nero di Gran Bretagna, governato dall’imperatore Huon, un essere pseudoumano, sta velocemente soggiogando tutta l’Europa, grazie a innovazioni tecnologiche che gli altri stati non posseggono. Le più temibili sono i lanciafiamme e gli ornitotteri in grado di sferrare impetuosi attacchi dal cielo; praticamente impossibili da contrastare. Durante le disparate guerre di espansione condotte, i soldati di Gran Bretagna sono assai temuti poiché, oltre ad essere perfettamente equipaggiati e ad avere una ferrea disciplina, combattono con il volto coperto da maschere raffiguranti animali (lupo, orso, mantide, corvo, maiale, toro), i quali rappresentano i loro ordini, e indulgono in efferatezze che li rendono disumani agli occhi dei difensori.
Inoltre l’Impero Nero può anche avvalersi anche di alchimisti e stregoni, capaci

di elaborare sortilegi atti a obnubilare la mente degli uomini e renderli loro schiavi.
Ma non è cambiata solo la situazione geopolitica della Terra, poiché anche gli esseri umani e gli animali hanno subito delle trasmutazioni che li hanno resi orribili e grotteschi. Troviamo giganti della montagna, fenicotteri enormi che possono essere cavalcati, capre grandi come pony, cavalli cornuti, pipistrelli titanici muniti di lunghe braccia e artigli acuminati, e altre creature mostruose.
Il protagonista della vicenda è Dorian Hawkmoon, duca di Koln, che, dopo essere stato sconfitto in guerra dall'esercito di Gran Bretagna, è stato imprigionato e ha subito un’operazione chirurgica mediante la quale gli alchimisti/scienziati dell’Impero Nero gli hanno inserito la Gemma Nera in fronte, soggiogandolo al loro volere; pena la morte. Ma il nostro trova asilo presso la Karmarg (Camarga, zona umida a sud di Arles, in Francia), governata dal conte Brass, unico territorio che riesce a reggere l’inesorabile avanzata della Gran Bretagna. Qui riuscirà a mitigare il potere della Gemma Nera e partirà alla volta di Haman, alla ricerca del mago Malagigi, al fine di trovare una soluzione al sortilegio che lo affligge.
Dorian Hawkmoon è un antieroe affascinante e maledetto dalla Gemma Nera, roso dal desiderio di vendicare la morte del padre per mano del barone Meliadus, generalissimo dell’Impero Nero. Ad affiancarlo in questa impresa vi saranno il conte Brass, scafato mercenario e condottiero, Bowgentle, filosofo di Brass, Oladah, astuto gigante delle montagne, Von Villach, maestro d’armi di Brass, Yisselda, sua amata e la bellissima regina Fawbra.
Questo romanzo breve, meno di duecento pagine, scorre veloce e ci proietta in un mondo fantastico e tetro, mettendo in luce la straordinaria capacità visionaria di Michael Moorcock, paragonabile solo a quella di Clark Ashton Smith, Jack Vance e Roger Zelazny. Coloro che amano gli autori citati e lo sword and sorcery non potranno non entusiasmarsi leggendo Il gioiello della morte e si troveranno obbligati a proseguire questa meravigliosa saga fantasy.

Voto 5/5



La saga della Runa Magica:
  1. Il gioiello della morte, 1978; (The Jewel in the Skull, 1967);
  2. L'Amuleto del Dio Pazzo,1978; (Sorcerer's Amulet o The Mad God's Amulet, 1968);
  3. La Spada dell'Aurora,1978 (The Sword of the Dawn, 1968);
  4. La Runa Magica,1978 (The Runestaff, 1969).


Autore: Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è un prolifico scrittore britannico sia di fantascienza che di fantasy; ha inoltre pubblicato un certo numero di romanzi letterari. Divenne redattore per Tarzan Adventures nel 1956, a soli sedici anni, collaborando successivamente con Sexton Blake Library. Come curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996, Moorcock incoraggiò lo sviluppo della New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'Eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council. In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", uno "pseudonimo di casa" usato da altri critici su New Worlds. In seguito apparve un falso necrologio di Colvin su New Worlds. In seguito Breakfast in the Ruins, un romanzo letterario, incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Alcuni lettori vi credettero. Moorcock, infatti, usa molto le iniziali 'JC', e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto della sua novella del 1967 Behold the Man. Quest'opera, pubblicata per la prima volta su New Worlds come una novella, racconta la storia di Karl Glogauer, un Ebreo insicuro e dall'incerta sessualità che, ossessionato dalla figura di Gesù Cristo, diventa viaggiatore del tempo per cercare di incontrarlo, ma scopre, con suo orrore, che "Gesù di Nazareth" non è altri che un ritardato storpio, figlio di una donna di facili costumi che racconta di averlo concepito con un angelo: a quel punto Glogauer, per "riparare" a quello che gli sembra un insopportabile 'torto cosmico', inizia a viaggiare per la Palestina predicando il messaggio cristiano come lo ricorda dalle sue numerose letture dei Vangeli e, infine, arriva a "inverare" la leggenda biblica della crocefissione attraverso un paradosso di predestinazione. Questo lavoro vinse il Premio Nebula per la migliore novella del 1967. (Tratto da http://truefantasybooks.blogspot.it/)


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