mercoledì 21 gennaio 2015

Le opere indipendenti del 2014 e l'indipendentismo femmineo dalla cloaca delle derrate culturali.

Di seguito sono lieto di pubblicare un guest post di Ivan Satos, creatore di Beati Lotofagi, noto blogger esperto di speculative fiction.






Ringrazio mille volte Francesco per ospitarmi sul suo fantastico blog. I lettori di Hyperborea mi conosceranno probabilmente per aver recensito il magnifico racconto di Francesco, Il tempio di Premaliuk, e spero che perdoneranno il mio stile delirante. Fate finta di aver a che fare con un paziente malarico e con le sue febbri ricorrenti.
Desideroso di pubblicare un articolo sul mondo degli autori indipendenti, ho atteso con fervore l'ispirazione. Ispirazione che è giunta nella maniera più inaspettata. Qualche giorno fa, costretto dal clima e dal desiderio di fumare la pipa senza mandibola ballerina, mi sono rifugiato in casa di un'amica. Immaginate il mio stupore nel veder massa di ragazze "buddiste qualcosa" riunite ad ommare in coro e madrigale. Sperando che l'incenzo non vada ad impestare il toscano in radica, osservo l'inizio di un documentario di denuncia sul cibo animale. Beato con pipa, nel cui fornello ardeva tocchetto di extravecchio, fingo interesse e comprensione, se pur con rispetto, nel terrore di esser scoperto onnivoro e di rifinir in groppa alla tormenta. Improvvisamente, vedendo oca incubata per creare fagotto epatico, mi sento improvviso Buddha illuminato e comprendo ciò che in questo onor di blog dovevo manifestare!...

L'oca intubata rappresenta il lettore italiano. Lettore infarcito, come fornace di locomotiva, da vangate di cultura malata e spugnosa. Una cultura voluminosa ma, come quei pani saturi di lievito, vuota e cavernosa. Un'oca satolla di cibo raffermo e stantio. Satolla di una cultura stratificata e compressa in cui la pressione lascia il carbonio a marcire e non a progredire. Sul letame di codest'oca si gettan, non contadini vogliosi di fertilizzare li campi, bensì case editrici di glamour variopinta per analizzar, pecorecci C.S.I., ciò che meglio è stato metabolizzato e cosa trascurato.
Da questa coprocoltura nascone le opere coleriche che infestano la nostra cultura. Una cultura ecocompatibile il cui riutilizzo sfiora sempre il 100%. Un mare di letame e melena da cui si ergon monumenti italici di cultura criogenica. Questi monumenti, novelli iceberg freudiani, nascondono, al di sotto del livello cloacale, la bellezza della narrativa indipendente.
La compatteza di questo mare è finalizzata a soffocare proprio le opere indipendenti, poiché esse rappresentano l'ultima forma di assalto alla cultura. La verità è sotto gli occhi di tutti, non solo attraverso l'analisi del gioco delle tre carte avvenuto con l'iva e magistralmente descritto da Germano M. (http://www.bookandnegative.com/attico/loggetto-precedentemente-noto-come-libro/).
Le voci fuori dal coro fanno paura. Fanno paura al falso perbenismo e a una cultura populista a reciclo continuo. Potrei riprender il concetto di autore indipendente come massima espressione dell'impressione inconsia sulla materia, ma è un discorso che ho già esposto. Voglio invece soffermarmi sulla visione della donna in alcune delle opere indipendenti del 2014.
Nelle derrate letterarie, insieme alla donna angelo del focolare, tanto esaltata dalla cultura fascista e borghese, risulta presente ormai una nuova sfumatura del femmineo. La donna libera ed emancipata, che esprime il suo indipendentismo solo a livello inguinale, è la nuova eroina del contemporaneo egualitarismo. A differenza del passato l'opera non termina con tragedie per ristabilire il rispetto della morale. Una sorta di specchietto per le allodole che ripresenta la donna come essere dominato dagli istinti e non come essere razionale capace di dominare la vita e i suoi limiti imposti.
Da chi cominciare? Mi sembra naturale che si debba cominciar dal Mana per la ricchezza di opere che trattano l'argomento in questione. Già nel racconto "Dalle colline con la piena" sono presenti elementi che esaltano la donna come detentrice del libero arbitrio, non quindi come bestia che agisce in funzione di retaggi animaleschi o come semplice essere inquadrato nelle linee di condotta stabilite a prescindere dal suo essere e dalla sua volontà. Tutto questo grazie all'incontro tra una donna e... Gill-Man.
Poi si arriva al fantastico peplum di "Asteria alla corte di Minosse", opera ambientata nella Creta antica. Asteria risorge dall'Ade per compiere una missione che solo il tempo potrà svelarle. Asteria è una guerriera ma il suo essere non presenta una dicotomia fra femminilità e forza. In lei è presente il
candore di quell'innocenza con cui una fanciulla acquisisce la conoscenza del
mondo, in un'interazione ipersensoriale, e la forza di di distinguere tra giusto e iniquo, imponendo il suo senso di giustizia su di un sovrano, Minosse, che giace con la corruzione e le nefandezze pur di accrescer il suo potere. Una donna quindi diversa dalle eroine tipiche del fantasy, dove sono generalmente bambole alla merce del brutus masculus o, in alternativa, sono esse stesse dei maschi con le tette.
Arriviamo quindi ad un vero gioiello. Qui non si parla di sudditanza, fissazione, supinazione. Qui si parla di dare a Cesare quel che è di Cesare. Quest'Opera è semplicemente geniale! Sto parlando di "La ballata di Bobbie Howard". Di cosa tratta? E' presto detto. A Cross Plains, Repubblica del Texas, una ragazza si perde tra le pagine di Weird Tales, tra i racconti di Philippa Lovecraft. Si
perde... anche perché il guardarsi intorno è doloroso come l'acido che ti consuma l'anima. Perché se sei una donna la tua anima viene erosa lentamente, in maniera sistematica. Una lobotomia silente. Fino alla rivincita, fino alla riappropriazione del proprio destino. Il nome di questa ragazza è Roberta Howard!
Arriviamo ora a Lei... La mia profetessa preferita, Lucia Patrizi, e al suo Verbo, ovvero "Il Posto delle Onde". In questo romanzo si susseguono immagini dell'apocalisse e del postapocalisse. La fine del dominio dell'uomo inizia nel momento in cui la terra e le acque cominciano a generare, come gravide infernali, creature assurde e inquietanti. In questa terra ormai devastata e oscurata dalle ombre di esseri
giganteschi, due donne vivono il loro amore in una baia che par quasi una sfera di cristallo. Una sfera immersa in un brodo primordiale dove l'evoluzione segue schemi alienati. Un crogiolo di emozioni in cui si rispecchia il cambiamento dell'ambiente circostante, una
simbiosi difficile tra due fanciulle che si compensano a vicenda. Ognuna forte a suo modo. Ognuna debole nel suo essere.
Potrebbe ricordare, anche se molto lontanamente, "The World, the Flesh and the Devil". In questo film del 1959 viene narrata la difficile interazione tra tre superstiti di un attacco nucleare. I tre superstiti sono rappresentati da due uomini, un bianco e un afroamericano, e una donna. Il film fu ritenuto scandaloso per il suo finale inneggiante alla poligamia e ai rapporti interrazziali. Due elementi scomodi nell'america puritana. Quali sono i due elementi destabilizzanti nellopera di Lucia Patrizi? L'amore tra due donne ma, soprattutto, la capacità di due donne di sopravvivere in una ambientazione postapocalittica senza il macho di turno. Ma il romanzo di Lucia è molto ma molto altro...
Saltando da una visione all'altra giungiamo ora al più visionario degli artigiani. Germano M., nel primo volume di "Perfection", ci mostra un futuro non proprio roseo per le donne. Il XXII secolo è devastato dal virus agave, patogeno capace di indurre sterilità, collasso degli organi interni e morte. Dimenticavo che il virus colpisce solo le donne... Questa moria induce la diffusione di androidi per poter sostituire le donne e intrattenere l'uomo. Un nuovo disegno di legge prevede il ritiro di tutti i robot utilizzati come sollazzo dai privati e la produzione in serie dei nuovissimi modelli Lei, al fini di sopperire alla progressiva estinsione della donna. L'opera è ambientata a Perfection, cittadina desertica abitata da 151 persone. Cittadina in cui i maschi, tra creature mutate e scene splatter da Bmovie, discorrono sul futuro della loro sessualità una volta che i loro giocattoli tecnologici verranno rottamati. Maschi che parlano di futuri onanismi metre Betty, l'ultima donna di Perfection, vive senza pernsare al suo personale, e definitivo, conto alla rovescia...

Non bisogna andare a Perfection per osservare l'indiffernza nei confronti dell'estinzione. Perché è di questo che si sta parlando. La sistematica repressioni delle capacità potenziali delle donne è uguale ad un genocidio, non solo ad una strage. Comprimendo le speranze e i doni personali di ogni donna si uccide il loro essere, ma l'uccisione del loro futuro potenziale equivale alla stasi evolutiva dell'intera umanità. E le stasi portano all'estinzione!

di Ivano Satos


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