domenica 1 febbraio 2015

L’amuleto del dio pazzo di Michael Moorcock – La saga della Runa Magica (Hawkmoon) vol. 2

Scheda:
Titolo: L’amuleto del dio pazzo
Titolo originale: Sorcerer's Amulet o The Mad God's Amulet
Serie: La saga della Runa Magica (Hawkmoon) vol. 2
Autore: Michael Moorcock
Editore:  TEA
Collana: Teadue
Genere: fantasy/sword and sorcery/science fantasy/grimdark fantasy
Traduttore: Mariagrazia Bianchi
Data di pubblicazione: 1968
Data di pubblicazione italiana: 1992 (Longanesi 1978)
Pagine: 174
Non disponibile

Trama: Dorian Hawkmoon, il duca di Koln, l'eroe che la Runa Magica ha eletto
a suo paladino, sta tornando verso la Kamarg. Ma non troverà la pace sperata dopo essersi liberato dal sortilegio del Gioiello della Morte: il castello del conte Brass è stretto d'assedio dagli eserciti dell'Impero Nero, molti suoi amici sono periti in battaglia e la sua amata Ysselda è stata rapita. La luce sinistra dell'Amuleto Rosso si accende sulla strada di Dorian: solo l'eroe della Runa Magica può strapparlo al dio pazzo e usarne i poteri nel nome del Bene…

Commento:
L’amuleto del dio pazzo è il secondo volume della saga della Runa Magica (sotto trovate la recensione del primo) pubblicato sul mercato anglosassone nel 1968 dalla Lancer Books con il titolo “Sorcerer's Amulet”; mentre in Italia è stato pubblicato solamente nel 1978 dalla casa editrice Longanesi.
Questo romanzo (come del resto il precedente) presenta elementi tipici dello sword and sorcery, del science fantasy e del clockpunk, mentre taluni commentatori odierni non esitano a definirlo grimdark fantasy.
Prendete con le pinze queste classificazioni, poiché il libro in discorso risulta difficile da imbrigliare in un singolo genere letterario.
Per quanto concerne la vicenda, Dorian Hawkmoon è reduce da una vittoria su Meliadus ad Hamadan e si appresta a tornare dal conte Brass (e da Ysselda) nella Kamarg, insieme a Oladahn. Nel corso di questo viaggio verrà catturato e fatto prigioniero da Huillam d'Averc, un ufficiale francese rinnegato al servizio dell’esercito dell’Impero Nero.
Ma le innumerevoli insidie che Hawkmoon dovrà affrontare non riguardano solo i soldati e le armi di Gran Bretagna. Al contrario, l’eroe della Runa Magica si troverà al cospetto di creature mostruose quali spettri, giaguari giganti e addirittura una divinità folle che vive in Ucraina. Oltre agli elementi magici, un ruolo chiave è giocato da alcune tecnologie avanzate in possesso a entrambe le fazioni in guerra. Si pensi ai lanciafiamme, agli ornitotteri e a macchine che consentono di trasportarsi in altre dimensioni.
Ovviamente Michael Moorcock riesce a fondere con grande maestria il soprannaturale e la scienza, creando una vicenda entusiasmante che costringe il lettore a continuare la saga della Runa Magica, per conoscere l’evolversi degli eventi.
Tra i personaggi, viene dato grande risalto a Dorian Hawkmoon, il protagonista di questo romanzo, Ysselda, Oladahn, Huillam d'Averc e al Guerriero in Giaietto e Oro; mentre vengono lasciati un po’ in ombra il conte Brass e Meliadus.
L’amuleto del dio pazzo (poco meno di duecento pagine) è un romanzo
scorrevole che si legge rapidamente e che continua in maniera egregia la saga
della Runa Magica, affascinante storia, consigliata a tutti gli amanti dello sword and sorcery e del grimdark fantasy.

Voto 5/5


La saga della Runa Magica:

  1. Il gioiello della morte, 1978; (The Jewel in the Skull, 1967);
  2. L'Amuleto del Dio Pazzo, 1978; (Sorcerer's Amulet o The Mad God's Amulet, 1968);
  3. La Spada dell'Aurora, 1978 (The Sword of the Dawn, 1968);
  4. La Runa Magica, 1978 (The Runestaff, 1969).


Autore: Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è un prolifico scrittore britannico sia di fantascienza che di fantasy; ha inoltre pubblicato un certo numero di romanzi letterari. Divenne redattore per Tarzan Adventures nel 1956, a soli sedici anni, collaborando successivamente con Sexton Blake Library. Come curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996, Moorcock incoraggiò lo sviluppo della New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'Eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council. In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", uno "pseudonimo di casa" usato da altri critici su New Worlds. In seguito apparve un falso necrologio di Colvin su New Worlds. In seguito Breakfast in the Ruins, un romanzo letterario, incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Alcuni lettori vi credettero. Moorcock, infatti, usa molto le iniziali 'JC', e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto della sua novella del 1967 Behold the Man. Quest'opera, pubblicata per la prima volta su New Worlds come una novella, racconta la storia di Karl Glogauer, un Ebreo insicuro e dall'incerta sessualità che, ossessionato dalla figura di Gesù Cristo, diventa viaggiatore del tempo per cercare di incontrarlo, ma scopre, con suo orrore, che "Gesù di Nazareth" non è altri che un ritardato storpio, figlio di una donna di facili costumi che racconta di averlo concepito con un angelo: a quel punto Glogauer, per "riparare" a quello che gli sembra un insopportabile 'torto cosmico', inizia a viaggiare per la Palestina predicando il messaggio cristiano come lo ricorda dalle sue numerose letture dei Vangeli e, infine, arriva a "inverare" la leggenda biblica della crocefissione attraverso un paradosso di predestinazione. Questo lavoro vinse il Premio Nebula per la migliore novella del 1967. (Tratto da http://truefantasybooks.blogspot.it/)


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