sabato 14 marzo 2015

Il Signore del Caos di Michael Moorcock – Le Cronache di Corum – Prima Trilogia vol.1

Scheda:
Titolo: Il Signore del Caos
Titolo originale: The Knight of the Swords
Serie: Le Cronache di Corum – Prima Trilogia vol.1
Autore: Michael Moorcock
Copertina: Filippo Panseca
Editore:  Sugar Editore
Collana: Delta Fantascienza Fantasia Eroica
Genere: fantasy/sword and sorcery/grimdark fantasy
Traduttore: Vito Messana
Data di pubblicazione: 1971
Data di pubblicazione italiana: 1973

Trama: Questo è il primo libro del ciclo di Corum, il principe dal mantello scarlatto, ultimo superstite del popolo dei Vadhagh, un tempo padroni e signori della terra. Adesso che tutta la sua gente e stata distrutta dalla bestiale razza dei Mabden, adesso che e stato orbato di un occhio e che la mano sinistra gli è stata mozzata dal crudele Glandyth Kane, capo dei Mabden di cui egli e caduto prigioniero e a cui, facendo appello alle capacità magiche della sua razza di spostarsi negli altri ”piani”, è riuscito per un soffio a sfuggire, Corum non vive che per la vendetta. Dopo fantastiche avventure giungerà nell’antro di Shool, il dio ingordo, situato nell’isola delle leggende. Shool, in cambio del suo aiuto contro il Signore del Caos, gli prometterà la vendetta e lo doterà di doni meravigliosi e malefici: l’occhio e la mano di due dei misteriosamente scomparsi. Corum muoverà cosi verso questa estrema missione...



Commento:
Il Signore del Caos di Michael Moorcock è il primo volume fantasy della Prima Trilogia de Le Cronache di Corum, pubblicato sul mercato anglosassone nel 1971 con il titolo “The Knight of the Swords” dalla Berkley Medallion, mentre è giunto in Italia nel 1973, grazie alla Sugar Editore. Nel 1972 ha ricevuto il British Fantasy Awards.
Questo romanzo si può considerare a buon diritto uno sword and sorcery, anche se noto che oggi i commentatori e gli autori (soprattutto quelli anglosassoni) tendono a includere molti libri di questo genere letterario nel grimdark. Cosa che peraltro non mi disturba, dato che entrambi questi filoni del fantasy presentano caratteristiche assai simili.
La storia ci viene narrata in terza persona e secondo il punto di vista di Corum Jhaelen Irsei, il Principe dal Mantello Scarlatto, ultimo sopravvissuto della razza dei Vadhagh, sterminata dai bestiali Mabden (gli umani). Corum rappresenta un’incarnazione del Campione Eterno e diventerà suo malgrado lo strumento di Shool-an-Jyvan, il Signore di un peculiare piano dimensionale; che lo incaricherà di uccidere Arioch, dio del Caos. Per compiere questa missione gli verranno donati due oggetti magici di grande potere: la mano a sei dita di Kwll e l’occhio imperlato di Rhynn.
Oltre al protagonista non vi sono molti altri personaggi e si può dire che
Corum risulta essere anche l’unico che presenta un profilo psicologico di spessore. Ma tutto ciò è logico, tenendo conto il numero di pagine del libro.
La trama non è particolarmente intricata, anche se ritengo che sia ben strutturata e avvincente.
Volgendo lo sguardo al world building, ne Il Signore del Caos si viene condotti nel Multiverso Moorcockiano dove esistono molteplici piani dell’esistenza, governati da divinità capricciose e terrificanti; che prendono parte attivamente alla storia. Da una parte vi sono i Signori del Caos, dall’altra i Signori della Legge. Ovviamente esiste anche un’entità onnisciente chiamata Bilancia Cosmica che ha lo scopo di mantenere un equilibrio tra queste due forze.
Nei piani dell’esistenza abbiamo alcuni mondi immaginari e fantastici nei quali sono presenti differenti tipologie di razze in guerra tra loro (Vadhagh, Nhadragh, Mabden, Ragha-da-Kheta), animali grotteschi (cavalcature dalla pelle squamosa, pipistrelli giganti) e creature mostruose (giganti, demoni, scheletri non morti, antropoidi). Questi pianeti sono bizzarri, ad esempio alcuni sono completamente ghiacciati, mentre in altri il fuoco la fa da padrone.
Come avrete capito, la magia è una delle colonne portanti di questo Ciclo, atteso che gran parte della vicenda ruota proprio attorno ad essa; così come fondamentale risulta la ricerca di oggetti soprannaturali volti alla realizzazione dell’obiettivo che il protagonista si prefigge.
Il Signore del Caos è un buon libro sword and sorcery/grimdark fantasy, ma di certo non è un volume imprescindibile e soprattutto non raggiunge il livello di eccellenza di Elric di Melnibonè.

Voto 4/5
Voto Goodreads 3,90/5

Ciclo di Corum:
-   Prima trilogia:
1. Il Signore del Caos, 1973; (The Knight of the Swords, 1971);
-   Seconda Trilogia:
4. Il Toro e la Lancia, 1990; (The Bull and the Spear, 1973)
5. La Quercia e l'Ariete, 1990; (The Oak and the Ram, 1973)
6. La Spada e lo Stallone, 1990; (The Sword and the Stallion, 1974)


Autore: Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è un prolifico
scrittore britannico sia di fantascienza che di fantasy; ha inoltre pubblicato un certo numero di romanzi letterari. Divenne redattore per Tarzan Adventures nel 1956, a soli sedici anni, collaborando successivamente con Sexton Blake Library. Come curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996, Moorcock incoraggiò lo sviluppo della New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'Eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council. In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", uno "pseudonimo di casa" usato da altri critici su New Worlds. In seguito apparve un falso necrologio di Colvin su New Worlds. In seguito Breakfast in the Ruins, un romanzo letterario, incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Alcuni lettori vi credettero. Moorcock, infatti, usa molto le iniziali 'JC', e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto della sua novella del 1967 Behold the Man. Quest'opera, pubblicata per la prima volta su New Worlds come una novella, racconta la storia di Karl Glogauer, un Ebreo insicuro e dall'incerta sessualità che, ossessionato dalla figura di Gesù Cristo, diventa viaggiatore del tempo per cercare di incontrarlo, ma scopre, con suo orrore, che "Gesù di Nazareth" non è altri che un ritardato storpio, figlio di una donna di facili costumi che racconta di averlo concepito con un angelo: a quel punto Glogauer, per "riparare" a quello che gli sembra un insopportabile 'torto cosmico', inizia a viaggiare per la Palestina predicando il messaggio cristiano come lo ricorda dalle sue numerose letture dei Vangeli e, infine, arriva a "inverare" la leggenda biblica della crocefissione attraverso un paradosso di predestinazione. Questo lavoro vinse il Premio Nebula per la migliore novella del 1967. (Tratto da http://truefantasybooks.blogspot.it/)

-----------------------------------
Seguimi anche su: