domenica 29 marzo 2015

La Regina delle Spade di Michael Moorcock - Il Ciclo di Corum - Prima Trilogia vol.2

Scheda:
Titolo: La Regina delle Spade
Titolo originale: The Queen of the Swords
Serie: Le Cronache di Corum – Prima Trilogia vol.2
Autore: Michael Moorcock
Copertina: Filippo Panseca
Editore:  Sugar Editore
Collana: Delta Fantascienza Fantasia Eroica 7
Genere: fantasy/sword and sorcery/grimdark fantasy/clockpunk
Traduttore: Pierantonio Rumignani
Data di pubblicazione: 1971
Data di pubblicazione italiana: 1974
Pagine: 184
Non disponibile

Trama: Corum, il principe dal mantello scarlatto, ancora una volta si trova coinvolto nel tremendo scontro che vede come possenti antagonisti le forze soprannaturali dell’ordine e del caos. Xiombarg, sorella dello sconfitto dio Arioch, è venuta in appoggio alle orde bestiali Mabden e un esercito dl esseri infernali muove alla volta del tranquillo e pacifico paese dl Lywm-an-esh. Per aiutare il dio della legge e dell’ordine a mantenere il suo dominio nei cinque piani, Corum, insieme con l’adorata Rhalina e un misterioso compagno di eroi, penetra nel regno dl Xiombarg per tentare di raggiungere la città della piramide, ultimo baluardo dell’ordine che ancora sia in grado dl opporsi alla crudele regina delle spade. Esseri demoniaci e divinità assetate di sangue, sotto un gelido sole eternamente fermo nel cielo e in mezzo a una natura ostile e malsana, ostacolano in vario modo il suo cammino, ma Corum grazie ai malefici doni ricevuti dal dio Shool, non si sottrarrà ad alcuna prova e lotterà strenuamente pur di portare a termine la sua missione...

Commento:
La Regina delle Spade è il secondo volume della Prima Trilogia de Le Cronache di Corum, pubblicato sul mercato anglosassone nel 1971 con il titolo “The Queen of the Swords” dalla Mayflower Books, mentre è giunto in Italia nel 1974, grazie alla Sugar Editore. Questo romanzo si può considerare a buon diritto uno sword and sorcery, con alcune contaminazioni clockpunk, anche se noto che oggi i commentatori e gli autori (soprattutto quelli anglosassoni) tendono a includere molti libri di questo genere letterario nel grimdark.
La storia ci viene narrata in terza persona e secondo il punto di vista di Corum Jhaelen Irsei, il Principe dal Mantello Scarlatto, ultimo sopravvissuto della razza dei Vadhagh, sterminata dai bestiali Mabden (gli umani). Costui si trova nuovamente a combattere nelle fila della Legge contro il Caos, in qualità di incarnazione del Campione Eterno; allo scopo di riportare l’equilibrio tra queste due forze, sotto il controllo dalla Bilancia Cosmica.
Nella fattispecie affronta Xiombarg, sorella di Arioch e divinità del Caos che domina su uno dei Quindici Piani che compongono il Multiverso. La Sovrana della Spada è arsa dall’odio nei confronti del nostro, poiché questi ha sconfitto suo fratello e lo ha esiliato da quella dimensione, reintegrando in suo luogo Arkyn.
Ma il Signore della Legge è ancora debole e non detiene il potere necessario per contrastare la forza del Caos, pertanto chiede a Corum di compiere una missione per lui, avventurandosi sul Piano di Xiombarg, un vero e proprio mondo infernale e ripugnante.
Come nel precedente episodio, il world building è straordinario, così come
la capacità di immaginazione di Michael Moorcock, il quale ci traghetta in mondi bizzarri, governati da divinità blasfeme e abitate da creature mostruose.  Solo per citarne alcune, abbiamo uomini bestia, non morti, cavalcature con pelle squamosa e corna, squali con il corpo di toro e ali, guerrieri del ghiaccio, volpi gigantesche, ecc…
Vi sono anche battaglie e scontri all’arma bianchi sanguinosi in cui si affrontano le orde del Caos e i soldati della Legge, circostanze nelle quali non di rado Corum fa ricorso alla magia nera. Ciò attribuisce delle tinte fosche al nostro, evitando così il classico manicheismo a cui ci hanno abituato molti autori fantasy.
La Regina delle Spade è un romanzo esaltante che continua egregiamente il Ciclo di Corum, introducendo ulteriori elementi di complessità nel già vasto e proteiforme Multiverso Moorcockiano.

Voto 4/5
Voto Goodreads 3.89/5

Ciclo di Corum:
-   Prima trilogia:
2. La Regina delle Spade, 1974; (The Queen of the Swords, 1971);
-   Seconda Trilogia:
4. Il Toro e la Lancia, 1990; (The Bull and the Spear, 1973)
5. La Quercia e l'Ariete, 1990; (The Oak and the Ram, 1973)
6. La Spada e lo Stallone, 1990; (The Sword and the Stallion, 1974)


Autore: Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è un prolifico scrittore britannico sia di fantascienza che di fantasy; ha inoltre pubblicato un certo numero di romanzi letterari. Divenne redattore per Tarzan Adventures nel 1956, a soli sedici anni, collaborando successivamente con Sexton Blake Library. Come curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996, Moorcock incoraggiò lo sviluppo della New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'Eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council. In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", uno "pseudonimo di casa" usato da altri critici su New Worlds. In seguito apparve un falso necrologio di Colvin su New Worlds. In seguito Breakfast in the Ruins, un romanzo letterario, incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Alcuni lettori vi credettero. Moorcock, infatti, usa molto le iniziali 'JC', e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto della sua novella del 1967 Behold the Man. Quest'opera, pubblicata per la prima volta su New Worlds come una novella, racconta la storia di Karl Glogauer, un Ebreo insicuro e dall'incerta sessualità che, ossessionato dalla figura di Gesù Cristo, diventa viaggiatore del tempo per cercare di incontrarlo, ma scopre, con suo orrore, che "Gesù di Nazareth" non è altri che un ritardato storpio, figlio di una donna di facili costumi che racconta di averlo concepito con un angelo: a quel punto Glogauer, per "riparare" a quello che gli sembra un insopportabile 'torto cosmico', inizia a viaggiare per la Palestina predicando il messaggio cristiano come lo ricorda dalle sue numerose letture dei Vangeli e, infine, arriva a "inverare" la leggenda biblica della crocefissione attraverso un paradosso di predestinazione. Questo lavoro vinse il Premio Nebula per la migliore novella del 1967. (Tratto da http://truefantasybooks.blogspot.it/)

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