domenica 26 aprile 2015

I Guerrieri d’Argento di Michael Moorcock - Ciclo de Il Campione Eterno vol. 2

Scheda:
Titolo: I Guerrieri d’Argento
Titolo originale: The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors
Serie: Ciclo de Il Campione Eterno vol. 2
Autore: Michael Moorcock
Editore:  Mondadori
Genere: fantasy/sword and sorcery
Data di pubblicazione: 1980
Data di pubblicazione italiana: 1990
Non disponibile



Ciclo de Il Campione Eterno:
  1.      1962- Il campione eterno (The Eternal Champion);
  2.    1970 - I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors);
  3.   1978 - The Swords of Heaven, the Flowers of Hell - scritto con Howard Chaykin;
  4.     1986 - Il drago nella spada (The Dragon in the Sword), Fanucci (ISBN 978-88-347-0698-5);
  5.     2003 - The Skrayling Tree: The Albino in America;


Trama: Un uomo che conosce il dolore e conosce l'amore, che sa cosa sia la morte anche se di lui dicono che sia immortale; gli è stato detto che ha un Destino, anche se non sa quale sia, "a parte quello di essere mosso dalle onde del caso". Un tempo quest'uomo si chiamava John Dakar, poi prese il nome di Erekose, il Campione Eterno, e sterminò la razza umana perchè aveva tradito quelli che riteneva i suoi ideali e perchè amava una donna di un'altra razza: forse una razza più nobile, quella degli Eldren. Con Ermihzad al suo fianco e con il fratello di lei, Arjavh, Erekose aveva governato sugli Eldren, il popolo aggraziato che era esistito sulla Terra per lunghissimo tempo, prima che arrivassero gli esseri umani a sconvolgere la sua armonia. Ora, dopo molte avventure, il campione di Michael Moorcock torna in un nuovo, spettacolare romanzo intitolato I guerrieri d'argento, che è il coronamento di una delle più avvincenti saghe inglesi di fantasy. E la Cronaca della Spada nera si arricchirà di un nuovo, struggente capitolo e di alcuni personaggi indimenticabili...

Commento:
I Guerrieri d’Argento è il secondo volume fantasy della saga de Il Campione Eterno, scritto da Michael Moorcock e pubblicato sul mercato anglosassone nel 1970. Il libro appartiene al sottogenere dello sword and sorcery, con alcune contaminazioni clockpunk.
Il Campione Eterno è una figura ricorrente in tutte le opere di Michael Moorcock (Elric, Hawkmoon, Corum), probabilmente derivata dall’avatar induista. Esso rappresenta un’entità soprannaturale, semidivina destinata a reincarnarsi senza posa, al fine di portare l’equilibrio nel Multiverso.
Ma veniamo alla vicenda.
Dopo aver sterminato la razza umana e salvato gli Eldren, Erekose si gode un periodo di pace con la sua amata Ermizhad. Tutto ciò è destinato a concludersi rapidamente poiché il nostro viene evocato su un mondo ghiacciato, per salvare gli uomini dai Guerrieri d’Argento (una razza aliena dotata di poteri magici), assumendo le vesti di Urlik Skarsol delle Terre Gelate. Ci troviamo un pianeta morente, in quanto il sole si sta spegnendo, con conseguente estinzione di ogni forma di vita. Come se non bastasse, questi deserti perennemente gelati e questi oceani tetri brulicano di mostri come serpenti di mare, cervi di mare e aironi coperti di scaglie.
La società e i costumi degli uomini che popolano questo pianeta sono barocchi e decadenti.  Costoro vivono con indifferenza e rassegnazione la propria fine, dando sfogo ai loro abietti istinti. La morte viene richiesta da taluni come mera liberazione e la tortura viene applicata come passatempo quotidiano.
Nondimeno altre persone non si curano di tutto ciò e indulgono in perverse pratiche sessuali.
Anche in questo episodio de Il Campione Eterno, un ruolo fondamentale verrà giocato dalla Spada Nera e dal Fato, elementi ricorrenti in tutte le opere di Michael Moorcock e introdotti al fine di collegare tutte le saghe in un unico, grande Ciclo di avventure.
I Guerrieri d’Argento è un ottimo libro da leggere tutto d’un fiato, lontano anni luce dalla gran parte dei romanzi fantasy odierni.

Voto 4/5
Voto Goodreads 3,83/5



Autore: Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è un prolifico scrittore britannico sia di fantascienza che di fantasy; ha inoltre pubblicato un certo numero di romanzi letterari. Divenne redattore per Tarzan Adventures nel 1956, a soli sedici anni, collaborando successivamente con Sexton Blake Library. Come curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996, Moorcock incoraggiò lo sviluppo della New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'Eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council. In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", uno "pseudonimo di casa" usato da altri critici su New Worlds. In seguito apparve un falso necrologio di Colvin su New Worlds. In seguito Breakfast in the Ruins, un romanzo letterario, incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Alcuni lettori vi credettero. Moorcock, infatti, usa molto le iniziali 'JC', e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto della sua novella del 1967 Behold the Man. Quest'opera, pubblicata per la prima volta su New Worlds come una novella, racconta la storia di Karl Glogauer, un Ebreo insicuro e dall'incerta sessualità che, ossessionato dalla figura di Gesù Cristo, diventa viaggiatore del tempo per cercare di incontrarlo, ma scopre, con suo orrore, che "Gesù di Nazareth" non è altri che un ritardato storpio, figlio di una donna di facili costumi che racconta di averlo concepito con un angelo: a quel punto Glogauer, per "riparare" a quello che gli sembra un insopportabile 'torto cosmico', inizia a viaggiare per la Palestina predicando il messaggio cristiano come lo ricorda dalle sue numerose letture dei Vangeli e, infine, arriva a "inverare" la leggenda biblica della crocefissione attraverso un paradosso di predestinazione. Questo lavoro vinse il Premio Nebula per la migliore novella del 1967. (Tratto da http://truefantasybooks.blogspot.it/)

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