domenica 19 aprile 2015

Il Campione Eterno di Michael Moorcock - Ciclo de Il Campione Eterno - Erekosë vol.1

Scheda:
Titolo: Il Campione Eterno
Titolo originale: The Eternal Champion
Serie: Ciclo de Il Campione Eterno - Erekosë vol.1
Autore: Michael Moorcock
Editore:  Mondadori
Genere: fantasy/sword and sorcery
Data di pubblicazione: 1962
Data di pubblicazione italiana: 1990
Non disponibile




Ciclo de Il Campione Eterno:
  1. 1962 - Il campione eterno (The Eternal Champion);
  2. 1970 - I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidiano The Silver Warriors);
  3. 1978 - The Swords of Heaven, the Flowers of Hell - scritto con Howard Chaykin;
  4. 1986 - Il drago nella spada (The Dragon in the Sword);
  5. 2003 - The Skrayling Tree: The Albino in America.


Trama: Il Campione Eterno è uno dei personaggi più completi e straordinari della fantasy, perché raccoglie in sé le caratteristiche non di uno, ma di molti eroi nello stesso tempo: e non si tratta dei rozzi bravacci della "sword & sorcery", ma dei raffinati e introversi protagonisti cui ci ha abituati la magica narrativa di Michael Moorcock. Fin dall'inizio dei tempi, dice Moorcock, ci è stato un uomo che ha combattuto negli angoli più sperduti del mondo, usando le arti magiche o avversandole, e tutto per inseguire un destino che è enigmatico e incomprensibile ai suoi stessi occhi. Quest'uomo formidabile, Erekose, vive qui la sua prima grande avventura, in un romanzo che resta tra i capisaldi della fantasy inglese. Erekose è qualcosa di più di un uomo ma di meno di un dio, e la sua battaglia contro le forze del Caos, nei vari livelli del Multiverso, è epica e lirica nello stesso tempo, e carica di grandi suggestioni...


Commento:
Il Campione Eterno è il primo volume fantasy dell’omonimo Ciclo, scritto da Michael Moorcock e pubblicato sul mercato anglosassone nel 1962. Il romanzo appartiene al sottogenere dello sword and sorcery, con alcune contaminazioni clockpunk. La narrazione procede in prima persona attraverso il punto di vista di John Daker, un uomo del nostro pianeta, catapultato in un mondo di ghiaccio in cui incarna Erekosë, il Campione Eterno; evocato da Re Rigenos per sconfiggere gli Eldren, una razza di elfi in guerra contro gli umani.
Il Campione Eterno è una figura ricorrente in tutte le opere di Michael Moorcock, probabilmente derivata dall’avatar induista. Esso rappresenta un’entità soprannaturale destinata a reincarnarsi senza posa, al fine di portare l’equilibrio nel Multiverso. Tuttavia Erekosë, dopo un primo periodo di confusione e adattamento nel nuovo mondo, non accetta di interpretare supinamente il ruolo assegnatogli dagli umani, ma comincia a porsi degli interrogativi sull’effettivo senso della sua missione, che lo condurranno ad optare per scelte tragiche.
Non vi sono molti personaggi nel romanzo e comunque tutti i riflettori sono puntati su Erekosë, protagonista della vicenda dai tratti foschi e con un profilo psicologico complesso. Anche se la trama può apparire lineare, ci sono alcuni colpi di scena che rendono maggiormente interessante la storia e che consentono notevoli punti di riflessione al lettore; oltre che cruente battaglie e scontri all’arma bianca.
In definitiva ritengo che Il Campione Eterno sia un ottimo libro fantasy e mi sento di consigliarlo a tutti gli amanti di questo genere letterario.

Voto 4/5
Voto Goodreads 3,81/5


Autore: Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è un prolifico
scrittore britannico sia di fantascienza che di fantasy; ha inoltre pubblicato un certo numero di romanzi letterari. Divenne redattore per Tarzan Adventures nel 1956, a soli sedici anni, collaborando successivamente con Sexton Blake Library. Come curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996, Moorcock incoraggiò lo sviluppo della New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'Eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council. In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", uno "pseudonimo di casa" usato da altri critici su New Worlds. In seguito apparve un falso necrologio di Colvin su New Worlds. In seguito Breakfast in the Ruins, un romanzo letterario, incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Alcuni lettori vi credettero. Moorcock, infatti, usa molto le iniziali 'JC', e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto della sua novella del 1967 Behold the Man. Quest'opera, pubblicata per la prima volta su New Worlds come una novella, racconta la storia di Karl Glogauer, un Ebreo insicuro e dall'incerta sessualità che, ossessionato dalla figura di Gesù Cristo, diventa viaggiatore del tempo per cercare di incontrarlo, ma scopre, con suo orrore, che "Gesù di Nazareth" non è altri che un ritardato storpio, figlio di una donna di facili costumi che racconta di averlo concepito con un angelo: a quel punto Glogauer, per "riparare" a quello che gli sembra un insopportabile 'torto cosmico', inizia a viaggiare per la Palestina predicando il messaggio cristiano come lo ricorda dalle sue numerose letture dei Vangeli e, infine, arriva a "inverare" la leggenda biblica della crocefissione attraverso un paradosso di predestinazione. Questo lavoro vinse il Premio Nebula per la migliore novella del 1967. (Tratto da http://truefantasybooks.blogspot.it/)

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