domenica 15 novembre 2015

Il segno dell’unicorno di Roger Zelazny – Le Cronache di Ambra – Saga di Corwin Vol. 3

Scheda:
Titolo: Il segno dell’unicorno
Titolo originale: Sign of the Unicorn
Serie: Le Cronache di Ambra – Saga di Corwin Vol. 3
Autore: Roger Zelazny
Editore (italiano):   Libra Editrice
Collana: Slan. Il Meglio della Fantascienza 46
Copertina: Allison
Traduzione: Roberta Rambelli
Genere: fantasy/ sword and sorcery
Pagine: 238
Data di pubblicazione: 1975
Data di pubblicazione italiana: 1979
Non disponibile

Le Cronache di Ambra:

Saga di Corwin:
Saga di Merlino:

  1.         Ritorno ad Ambra (The Trumps of Doom, 1985);
  2.         Il sangue di Ambra (The Blood of Amber, 1986);
  3.         Il segno del caos (The Sign of Chaos, 1987);
  4.         Il cavaliere delle ombre (The Knight of Shadows, 1990);
  5.         Il principe del caos (Prince of Chaos, 1991).

Trama: Intorno ad Ambra, che è l'unico mondo perfetto, ruotano tutti gli Universi nei quali si muovono i mondi che sono proiezioni della realtà e che vengono quindi chiamati Ombre: ma intorno a questi piani di esistenza si stende un'altra regione sconosciuta e dimenticata che si protende aldilà dello spazio e del tempo e dalla quale proviene un terribile pericolo che incombe su Ambra.
Mostri senza nome e creature demoniache assediano il mondo nel quale si trova il trono e la Famiglia Reale di Ambra, e questo fatto costringe i Principi e le Principesse di Ambra in lotta fra loro per la successione al trono, a stabilire una tregua momentanea per far fronte al pericolo comune.
Ma Ambra è veramente l'unica realtà? Oppure anche lei fa parte di un disegno misterioso che si perde nei meandri del tempo? E qual'è il significato dell'Unicorno, l'emblema che fregia la bandiera di Ambra? Ed ancora: chi è in realtà quella misteriosa ragazza che ha percorso il Disegno acquistando la facoltà di viaggiare di mondo in mondo, fino alle Corti del Caos?
Corwin, sicuramente il più forte tra tutti i Principi di Ambra, fa ritorno nel suo regno unitamente a Ganelon, l'eroe leggendario proveniente da Avalon, un'Ombra scomparsa nella notte dei tempi…

Commento:
Il segno dell’unicorno è un romanzo fantasy di Roger Zelazny, terzo volume de Le Cronache di Ambra (Saga di Corwin), pubblicato sul mercato anglosassone dalla Doubleday nel 1975, mentre in Italia è giunto solo nel 1979, grazie alla Libra Editrice. Questo saga ha avuto grande successo tra il pubblico tanto che ha ispirato un videogame e un gioco di ruolo.
La storia ci viene narrata in prima persona e dal punto di vista di Corwin, uno dei nove principi di Ambra, la vera Terra rispetto alla quale tutti gli altri mondi sono solo ombre.
L’Autore elabora un originale sistema di magia in forza del quale i nove principi di Ambra, figli di re Oberon, sono in possesso di poteri soprannaturali e sono in grado di camminare attraverso le ombre mediante dei Trionfi e il Disegno. I primi sono semplici carte da gioco nei quali sono raffigurati gli stessi principi di Ambra, mentre il secondo è un percorso irto di pericoli che può essere intrapreso solo dalla famiglia reale.
I principi di Ambra sono tutti in lotta tra loro per ottenere lo scettro del potere di Ambra. Costoro sono spinti solo ed esclusivamente dai propri interessi personali tanto da arrivare ad infliggersi atroci torture e anche la morte gli uni con gli altri.
Corwin ottiene la sovranità su Ambra ed entra in possesso della Gemma del Giudizio, uno  strano gioiello che attribuisce al suo proprietario poteri soprannaturali tra cui la possibilità di modificare le condizioni meteorologiche. Nonostante ciò giungono alcuni pericoli dalle Ombre e dai suoi stessi fratelli che tramano per spodestarlo dal trono.
In questo episodio, il ritmo della vicenda procede più lentamente atteso che ci
vengono fornite maggiori informazioni su quanto è accaduto sino ad ora. Tuttavia si presentano ulteriori misteri che infittiscono la trama e la rendono più accattivante.
Roger Zelazny limita l’azione e i combattimenti per dare maggiore spazio agli intrighi famigliari e all’introspezione filosofica. Anche i viaggi compiuti da Corwin attraverso le Ombre vengono descritti con dovizia di particolari, illustrandoci mondi onirici e infernali.  
Mi sento di affermare che Il segno dell’unicorno non è un libro per tutti. Al contrario è un fantasy per palati fini, pregno di spunti di riflessione e lontano anni luce da molti dei romanzi da quattro soldi che oggi popolano le librerie del nostro paese.

Voto 5/5

Autore: Roger Joseph Zelazny (Cleveland, 13 maggio 1937 – Santa Fe, 14 giugno 1995) è stato uno scrittore, autore di fantascienza e di fantasy statunitense. Ha vinto il premio Nebula per tre volte ed il premio Hugo sei volte, di cui due per i romanzi Signore della luce (Lord of Light, 1968) e Io, l'immortale (This Immortal, 1966).
Nato il 13 maggio 1937 negli Stati Uniti nella città di Cleveland (Ohio), sin da giovanissimo ha dimostrato la sua vocazione letteraria scrivendo novelle e poesie a sfondo umoristico. Ebbe modo di dimostrare le sue capacità non solo durante gli studi primari e secondari, svolti presso le scuole di Euclid, ma anche durante il liceo, pubblicando sulle riviste scolastiche alcuni racconti e poemi e vendendo nel 1954 il racconto breve Mr. Fuller's Revolt, uscito sulla rivista Literary Cavalcade. Nel 1955 si iscrive alla facoltà di psicologia dell'Università di Cleveland continuando comunque a coltivare la sua passione per la scrittura, tanto da cambiare indirizzo di studi quasi subito, frequentando la facoltà di inglese e diplomandosi nel 1959 in Bachelor of Arts. Durante questo periodo continua a pubblicare alcune sue opere nelle riviste scolastiche e vince dei premi di poesia: il Finley Foster Poetry Prize due volte nel 1957 e nel 1959 e in quest'ultimo anno anche l'Holden Essay Award. Si interessa anche allo judo iniziando a praticarlo, mantenendo sempre un grande interesse per le arti marziali, fino ai suoi ultimi anni di vita, diventando in seguito anche insegnante di Aikido.
Nei due anni successivi frequenta l'ambiente universitario della Columbia University approfittando della permanenza a New York per interessarsi di musica, arte e respirando l'atmosfera "off" del Greenwich Village di quegli anni, rinunciando a tutto ciò nel 1960 quando si arruola nella Guardia Nazionale prima come volontario e poi coscritto fino al 1963, riuscendo comunque a laurearsi nel 1962 alla Columbia University conseguendo il Master of Arts e anche a lavorare presso la Social Security Administration di Cleveland. Sempre nel 1962 pubblica i suoi primi due opere di fantascienza: Passion Play sulla rivista Amazing Stories e Horseman su Fantastic. Nel 1963 scrive e pubblica una lunga serie di opere di fantascienza, alcune di esse firmate sotto lo pseudonimo di Harrison Denmark e sempre in questo anno ottiene la sua prima candidatura al premio Hugo per il miglior racconto breve con l'opera Una rosa per l'Ecclesiaste (A Rose for Ecclesiastes), premio assegnato poi a Poul Anderson per L'infiltrazione (No Truce with Kings).
Nel 1964, a causa degli strascichi di un brutto incidente d'auto, è costretto a rinviare il matrimonio con la fidanzata Sharon Stebler che sposerà alla fine dello stesso anno, il 5 dicembre, e dalla quale si separerà nell'estate dell'anno successivo. Sempre nel 1965, a seguito di una promozione di lavoro, si trasferisce a Cleveland, continuando a pubblicare opere di fantascienza e ottenendo per una di esse, Le porte del suo viso, i fuochi della sua bocca (The Doors of His Face, the Lamps of His Mouth), una seconda candidatura al Premio Hugo per il miglior racconto breve e vincendo inoltre il premio Hugo per il miglior romanzo con l'opera Io, l'immortale (...And Call Me Conrad), premio questo diviso ex aequo con il romanzo Dune di Frank Herbert. Ancora nello stesso anno vince il premio Nebula con il racconto He Who Shapes, ex aequo con L'albero della vita (The Saliva Tree) di Brian W. Aldiss, e con il racconto breve Le porte del suo viso, i fuochi della sua bocca.
Nel giugno del 1966 divorzia da Sharon Steberl, sposando nell'agosto dello stesso anno Judith Alene Callahan. Nel 1967 pubblica il romanzo Signore della luce (Lord of Light), cui sarà assegnato nell'anno successivo il premio Hugo, e il romanzo breve La pista dell'orrore (Damnation Alley), candidato allo stesso premio. Nel 1969 lascia il suo lavoro alla Social Security Administration per dedicarsi completamente alla scrittura. Nel 1971 nasce suo figlio Devin.
Nel 1972 in Francia il suo romanzo Metamorfosi cosmica (Isle of the Dead) ottiene il premio Apollo. Nel 1975 si trasferisce a Santa Fe (Nuovo Messico); in questo stesso anno pubblica sulla rivista Analog il racconto Home is the Hangman, vincitore del premio Hugo e del premio Nebulae il romanzo Le rocce dell'impero (Doorways in the Sand) candidato anch'esso al premio Hugo. Nel 1976 nasce il suo secondo figlio Jonathan Trent e viene pubblicato il romanzo Deus Irae scritto con Philip K. Dick. Nel 1977 dal suo romanzo La pista dell'orrore (Damnation Alley, 1969) viene tratto il film L'ultima odissea (Damnation Alley) per la regia di Jack Smight. Nel 1979 nasce sua figlia Shannon.
Nell'aprile del 1981 pubblica l'opera La variante dell'unicorno (Unicorn Variation) che vince nell'anno successivo il premio Hugo per il miglior racconto, mentre nel 1986 analogo riconoscimento otterrà 24 vedute del monte Fuji, di Hokusai (24 Views of Mt. Fuji, by Hokusai, 1985), premiato come miglior romanzo breve. Nel 1987 il suo racconto Permafrost, pubblicato sulla rivista Omni di aprile del 1986 ottiene anch'esso il premio Hugo.
Roger Zelazny muore il 14 giugno 1995 in un ospedale di Santa Fe, a causa di un tumore.