domenica 22 novembre 2015

La mano di Oberon di Roger Zelazny – Le Cronache di Ambra – Saga di Corwin Vol. 4

Scheda:
Titolo: La mano di Oberon
Titolo originale: The Hand of Oberon
Serie: Le Cronache di Ambra – Saga di Corwin Vol. 4
Autore: Roger Zelazny
Editore (italiano):   Libra Editrice
Collana: Slan. Il Meglio della Fantascienza 49
Copertina: Allison
Traduzione: Roberta Rambelli
Genere: fantasy/ sword and sorcery
Pagine: 210
Data di pubblicazione: 1976
Data di pubblicazione italiana: 1980
Non disponibile

Le Cronache di Ambra:

Saga di Merlino:


  1. Ritorno ad Ambra (The Trumps of Doom, 1985);
  2. Il sangue di Ambra (The Blood of Amber, 1986);
  3. Il segno del caos (The Sign of Chaos, 1987);
  4. Il cavaliere delle ombre (The Knight of Shadows, 1990);
  5. Il principe del caos (Prince of Chaos, 1991).

Trama: Corwin, figlio di Oberon, principe d'Ambra, la straordinaria terra al centro di tutte le realtà, che riflette la propria ombra nella miriade di mondi che esistono fino alle Corti del Caos, è riuscito nel suo intento di conquistare il trono più conteso dell'universo: ma questa conquista non è splendida come egli immaginava. Durante la lotta senza esclusione di colpi combattuta dall'incredibile famiglia d'immortali che ha il potere della vita e della morte su tutti i mondi.
Perché Ambra, mondo perfetto, centro dell'infinito, unica realtà di un universo strano e mitico, non è esattamente come i suoi stessi abitanti avevano immaginato. C'è un mistero. un profondo mistero, nell'origine stessa di questo mondo, e di tutti i mondi - compresa la Terra che noi conosciamo - usciti dal magma primordiale, dalla non-esistenza dei territori d'ombra, al di là del tempo e dello spazio, dai quali parte l'oscura strada che attraversa le realtà per attaccare il cuore stesso dello splendido regno di Ambra.
E c'è qualcuno che conosce la verità, la chiave stessa dell'esistenza dei mondi e delle realtà: perché Ambra non è quella che sembra, né coloro che vi abitano sono ciò che sembrano. E dietro a questo schema, c'è qualcuno che forse, misteriosamente, muove i fili...

Commento:
La mano di Oberon è un romanzo fantasy di Roger Zelazny, quarto volume de Le Cronache di Ambra (Saga di Corwin), pubblicato sul mercato anglosassone dalla Doubleday nel 1976, mentre in Italia è giunto solo nel 1980, grazie alla Libra Editrice. Questo saga ha avuto grande successo tra il pubblico tanto che ha ricevuto il Locus Award Nominee for Best Novel nel 1977 e ha ispirato un videogame e un gioco di ruolo.
La storia ci viene narrata in prima persona e dal punto di vista di Corwin, uno dei nove principi di Ambra, la vera Terra rispetto alla quale tutti gli altri mondi sono solo ombre.
L’Autore elabora un originale sistema di magia in forza del quale i nove principi di Ambra, figli di re Oberon, sono in possesso di poteri soprannaturali e sono in grado di camminare attraverso le ombre mediante dei Trionfi e il Disegno. I primi sono semplici carte da gioco nei quali sono raffigurati gli stessi principi di Ambra, mentre il secondo è un percorso irto di pericoli che può essere intrapreso solo dalla famiglia reale.
I principi di Ambra sono tutti in lotta tra loro per ottenere lo scettro del potere di Ambra. Costoro sono spinti solo ed esclusivamente dai propri interessi personali tanto da arrivare ad infliggersi atroci torture e anche la morte gli uni con gli altri.
In questo volume Roger Zelazny  ci svela chi sono stati coloro che hanno
complottato per esiliare Corwin sulla Terra e pertanto condurlo lontano dal trono di Ambra. Inoltre viene assegnata grande importanza alla descrizione della cosmogonia di questo multiverso, approfondendo la vera identità di personaggi come re Oberon e Dworkin e l’entità delle Coorti del Caos. In questo modo la trama della vicenda diventa ancora più intricata e complessa.
Come negli altri libri, il personaggio a cui viene dato maggiore spazio nella narrazione è Corwin, anche se Brand si colloca subito dopo.
La storia procede velocemente ed è scritta magistralmente, riservandoci un colpo di scena che ci induce a proseguire questa saga.
Mi sento di assegnare il massimo punteggio anche a La mano di Oberon.

Voto 5/5
Voto Goodreads 4,19/5

Autore: Roger Joseph Zelazny (Cleveland, 13 maggio 1937 – Santa Fe, 14 giugno 1995) è stato uno scrittore, autore di fantascienza e di fantasy statunitense. Ha vinto il premio Nebula per tre volte ed il premio Hugo sei volte, di cui due per i romanzi Signore della luce (Lord of Light, 1968) e Io, l'immortale (This Immortal, 1966).
Nato il 13 maggio 1937 negli Stati Uniti nella città di Cleveland (Ohio), sin da giovanissimo ha dimostrato la sua vocazione letteraria scrivendo novelle e poesie a sfondo umoristico. Ebbe modo di dimostrare le sue capacità non solo durante gli studi primari e secondari, svolti presso le scuole di Euclid, ma anche durante il liceo, pubblicando sulle riviste scolastiche alcuni racconti e poemi e vendendo nel 1954 il racconto breve Mr. Fuller's Revolt, uscito sulla rivista Literary Cavalcade. Nel 1955 si iscrive alla facoltà di psicologia dell'Università di Cleveland continuando comunque a coltivare la sua passione per la scrittura, tanto da cambiare indirizzo di studi quasi subito, frequentando la facoltà di inglese e diplomandosi nel 1959 in Bachelor of Arts. Durante questo periodo continua a pubblicare alcune sue opere nelle riviste scolastiche e vince dei premi di poesia: il Finley Foster Poetry Prize due volte nel 1957 e nel 1959 e in quest'ultimo anno anche l'Holden Essay Award. Si interessa anche allo judo iniziando a praticarlo, mantenendo sempre un grande interesse per le arti marziali, fino ai suoi ultimi anni di vita, diventando in seguito anche insegnante di Aikido.
Nei due anni successivi frequenta l'ambiente universitario della Columbia University approfittando della permanenza a New York per interessarsi di musica, arte e respirando l'atmosfera "off" del Greenwich Village di quegli anni, rinunciando a tutto ciò nel 1960 quando si arruola nella Guardia Nazionale prima come volontario e poi coscritto fino al 1963, riuscendo comunque a laurearsi nel 1962 alla Columbia University conseguendo il Master of Arts e anche a lavorare presso la Social Security Administration di Cleveland. Sempre nel 1962 pubblica i suoi primi due opere di fantascienza: Passion Play sulla rivista Amazing Stories e Horseman su Fantastic. Nel 1963 scrive e pubblica una lunga serie di opere di fantascienza, alcune di esse firmate sotto lo pseudonimo di Harrison Denmark e sempre in questo anno ottiene la sua prima candidatura al premio Hugo per il miglior racconto breve con l'opera Una rosa per l'Ecclesiaste (A Rose for Ecclesiastes), premio assegnato poi a Poul Anderson per L'infiltrazione (No Truce with Kings).
Nel 1964, a causa degli strascichi di un brutto incidente d'auto, è costretto a rinviare il matrimonio con la fidanzata Sharon Stebler che sposerà alla fine dello stesso anno, il 5 dicembre, e dalla quale si separerà nell'estate dell'anno successivo. Sempre nel 1965, a seguito di una promozione di lavoro, si trasferisce a Cleveland, continuando a pubblicare opere di fantascienza e ottenendo per una di esse, Le porte del suo viso, i fuochi della sua bocca (The Doors of His Face, the Lamps of His Mouth), una seconda candidatura al Premio Hugo per il miglior racconto breve e vincendo inoltre il premio Hugo per il miglior romanzo con l'opera Io, l'immortale (...And Call Me Conrad), premio questo diviso ex aequo con il romanzo Dune di Frank Herbert. Ancora nello stesso anno vince il premio Nebula con il racconto He Who Shapes, ex aequo con L'albero della vita (The Saliva Tree) di Brian W. Aldiss, e con il racconto breve Le porte del suo viso, i fuochi della sua bocca.
Nel giugno del 1966 divorzia da Sharon Steberl, sposando nell'agosto dello stesso anno Judith Alene Callahan. Nel 1967 pubblica il romanzo Signore della luce (Lord of Light), cui sarà assegnato nell'anno successivo il premio Hugo, e il romanzo breve La pista dell'orrore (Damnation Alley), candidato allo stesso premio. Nel 1969 lascia il suo lavoro alla Social Security Administration per dedicarsi completamente alla scrittura. Nel 1971 nasce suo figlio Devin.
Nel 1972 in Francia il suo romanzo Metamorfosi cosmica (Isle of the Dead) ottiene il premio Apollo. Nel 1975 si trasferisce a Santa Fe (Nuovo Messico); in questo stesso anno pubblica sulla rivista Analog il racconto Home is the Hangman, vincitore del premio Hugo e del premio Nebulae il romanzo Le rocce dell'impero (Doorways in the Sand) candidato anch'esso al premio Hugo. Nel 1976 nasce il suo secondo figlio Jonathan Trent e viene pubblicato il romanzo Deus Irae scritto con Philip K. Dick. Nel 1977 dal suo romanzo La pista dell'orrore (Damnation Alley, 1969) viene tratto il film L'ultima odissea (Damnation Alley) per la regia di Jack Smight. Nel 1979 nasce sua figlia Shannon.
Nell'aprile del 1981 pubblica l'opera La variante dell'unicorno (Unicorn Variation) che vince nell'anno successivo il premio Hugo per il miglior racconto, mentre nel 1986 analogo riconoscimento otterrà 24 vedute del monte Fuji, di Hokusai (24 Views of Mt. Fuji, by Hokusai, 1985), premiato come miglior romanzo breve. Nel 1987 il suo racconto Permafrost, pubblicato sulla rivista Omni di aprile del 1986 ottiene anch'esso il premio Hugo.

Roger Zelazny muore il 14 giugno 1995 in un ospedale di Santa Fe, a causa di un tumore.